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Scalata del
Monte Amiata
" E' un percorso sicuramente difficile;
presenta infatti lunghe salite dalle pendenze anche notevoli e quindi
lo consigliamo ai cicloturisti veramente allenati. Particolarmente
faticose sono: l'ascesa che dalla Cassia ci porta ad Abbadia San
Salvatore; quella che proseguendo subito dopo ci conduce, superando
un dislivello di oltre 800 metri, fino alla vetta dell'Amiata; e
l'ultima, sulla strada del ritorno, che con uno strappo notevole
ci riporta a Chianciano. "
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Percorso
Partiti da Piazza Italia si incontra subito una breve salita che
ci conduce, senza particolari difficoltà, fino alla Traversa Amiata;
si possono da subito seguire le indicazioni che ci guideranno
fino alla Vetta del Monte Amiata. Una volta immessi sulla Cassia,
incontriamo un lungo falsopiano che fa da prologo alla lunga e
ripida salita che incontreremo subito dopo Bagni San Filippo.
Arriviamo ad Abbadia San Salvatore dopo un tratto semi pianeggiante
che ci consente di riprendere fiato prima di "attaccare" il Monte
Amiata. La salita, lunga circa 18 chilometri, ci porta oltre quota
1600 mt s.l.m.; si raccomanda, anche in piena estate, di equipaggiarsi
con un keyway o un giubbotto leggero dato che dal paese alla vetta
della montagna si può incontrare una notevole differenza di temperatura.
Per il ritorno si ripercorre la stessa strada che, praticamente
tutta in discesa e pianura, ci riporterà fino alla Val d'Orcia.
Da qui l'impegnativa salita de La Foce, che in circa 8 chilometri
ci porta nuovamente a Chianciano.
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Note
sulla storia e sull'ambiente
Quello
che fa di questo itinerario forse il più bello tra quelli proposti,
è sicuramente il grande divario che si scopre tra il paesaggio della
Val d'Orcia, crudo e commovente, ed i vasti orizzonti ed i boschi
di faggi e castagni del Monte Amiata. Si entra in Val d'Orcia attraverso
la "porta" del valico de La Foce lasciandoci sulla destra il profilo
caratteristico del "Castelluccio"; ci troviamo davanti, così, all'improvviso,
le famose crete senesi e le piccole colline ondulate con i caratteristici,
immancabili cipressi. Sulle salite che ci portano alla montagna, ogni
tanto consigliamo una breve sosta che ci consentirà di godere di un
immenso panorama che abbraccia le vallate circostanti; sembrerà quasi
di stare su un aereo. Doverosa una visita al Centro Storico di Abbadia,
dalle viuzze strette e contorte, e al celebre Monastero con la Cripta,
una delle più antiche e meglio conservate del territorio; sarà anche
un'occasione per acquistare i tipici prodotti della montagna (funghi,
castagne, salumi). Al ritorno, magari con il proposito di tornare
con la dovuta calma, consigliamo una breve pausa ristoratrice alle
Terme di San Filippo; le sue acque calde e sulfuree ci ricordano che
la montagna, che sovrasta tutta la vallata, in tempi lontanissimi
era un grande vulcano.
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